Descrizione prodotto
La terza edizione del Festival delle Neuroscienze (maggio 2026), con il titolo provocatorio Cervello e realtà: oltre il grande inganno delle nostre percezioni, si è proposta di introdurci a una riflessione di natura non puramente descrittiva ma interpretativa e metodologica sul rapporto tra la struttura del nostro cervello e la sostanza di ciò che chiamiamo «realtà», laddove il cosiddetto «inganno delle percezioni» non indica un errore da correggere, ma la condizione stessa del nostro abitare il mondo. Quando guardiamo il mondo, crediamo di registrarlo così com’è. In realtà lo stiamo continuamente inventando: ogni impulso nervoso che arriva al cervello è muto, privo di colore, di suono, di forma. È il cervello stesso a tradurlo in un’esperienza, a dargli un volto. Ciò che denominiamo «inganno» non è che la semantica stessa attraverso cui il sistema nervoso traduce e plasma il dato fisico in esperienza soggettiva. Le onde luminose o le oscillazioni acustiche restano eventi muti e incolori nell’universo sensibile finché il laboratorio interno della mente non vi imprime il timbro della percezione cosciente, l’atto costitutivo del nostro esistere.
Riconoscere la natura mediata, parziale e proiettiva del nostro sguardo sul mondo, rinunciando all’illusione di una realtà oggettiva e indiscutibile, equivale non solo a rivedere profondamente le nostre categorie epistemologiche, ma a fondare un nuovo umanesimo, un’etica della complessità, del dubbio e della responsabilità in cui la diversità dell’altro cessa di figurare come una deviazione o un errore cognitivo, e si rivela per ciò che è realmente, ovvero un’ulteriore, legittima e preziosa ermeneutica dell’esistere.



La merigge
La democrazia del piombo